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2014lug15

Spalma-incentivi, ieri il primo stop del Senato

Il provvedimento “Spalma incentivi”, in vigore con il Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 91, la cui conversione in legge è in corso presso le Camere, nella giornata di ieri ha già trovato manifeste critiche presso il servizio Bilancio del Senato per via della sua retroattività.

 

La norma, che penalizza per lo più le PMI coinvolte nel settore delle rinnovabili, in sintesi dispone per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kWp, a partire dal 1° gennaio 2015, di distribuire l’incentivo su un periodo di 24 anni invece dei 20 concordati inizialmente, riducendolo di una percentuale che varia dal 25% al 17% in relazione al tempo residuo alla scadenza dell’incentivazione. In alternativa, è possibile scegliere per una riduzione dell’8% dell’incentivo ma per il restante periodo di erogazione dello stesso senza estensioni temporali, e l’opzione va comunicata al GSE entro il 30 Novembre 2014. Di seguito la tabella con le percentuali di riduzione incentivi relativi agli anni residui:

 

12 anni 25%
13 anni 24%
14anni 22%
15 anni 21%
16 anni 20%
17 anni 19%
18 anni 18%
oltre 19 anni 17%

 

Quella che il governo ha presentato come un provvedimento volto a ridurre il costo dell’energia per le PMI, si mostra invece come una norma incostituzionale, violando sia i principi in materia di leggi retroattive, nonché le obbligazioni contrattuali originate  dalla convenzione con il GSE e gli obblighi internazionali.

Intanto l’effetto boomerang di questo decreto già si verifica: come era prevedibile gli investitori sia italiani che  esteri  vedendo compromesse le loro aspettative di ritorno già si sono mossi con  i primi ricorsi, che insieme a una riduzione delle entrate fiscali per via del taglio alle aziende, e non ultimo un crollo di  credibilità del Paese, testimoniano come per il governo i danni di questa azione sarebbero di gran lunga superiori ai benefici che si intendeva ottenere.

Per contrastare questa situazione prima che il decreto possa essere convertito in legge dal  Parlamento, e cioè entro il 23 agosto 2014 (60 giorni dalla sua entrata in vigore),  le varie associazioni per le energie rinnovabili  hanno fatto  sentire la propria voce,  e già i risultati si stanno vedendo con questa prima bocciatura da parte del Senato.

 

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  • Posted by B-ECO
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